QUANDO UN'IDEA E' VALIDA... PDF Stampa E-mail
Scritto da A.A.V.S.   
lunedì 03 novembre 2008

QUANDO UN’IDEA E’ VALIDA…

ImageQuando un’idea è valida, generalmente chi ne viene a conoscenza la fa propria e la diffonde. E questo è bene.

Accade però talvolta che la faccia talmente propria da attribuirsene la paternità. E questo non è bene, almeno dal punto di vista dell’etica.

Tuttavia qualche volta ci si può passare sopra se, alla fine, si raggiunge lo scopo.

Ma si sa, il fine giustifica i mezzi...                                                          

A.A.V.S., essendo stata l’unica associazione a prefigurare, ancora nel lontano 1998, quali minacce si stavano preparando alla circolazione dei veicoli storici ed  essendo stata ancora una volta l’unica, nel 2000, a promuovere la presentazione del primo Disegno di Legge sull’argomento (DdL S 5019 del sen. G. Pasquini), è stata più volte oggetto di “appropriazione indebita” delle proprie idee e proposte.

Se da una parte questo ci ha un po’ infastidito, dall’altra ci ha indirettamente fornito la conferma che le nostre proposte erano valide.

Possiamo affermare senza tema di smentita che tutti i parlamentari che, a partire dal 2003, hanno presentato disegni di legge sull’argomento si sono ampiamente “ispirati” all’originario DdL Pasquini.

Purtroppo però, nel corso dell’iter parlamentare, tutti si sono fatti condizionare da “consiglieri” più o meno disinteressati che, attraverso emendamenti estemporanei, hanno sempre finito con lo stravolgere quello che era nato come un provvedimento organico al punto da costringerci ogni volta a felicitarci che la proposta non avesse concluso il suo iter con l’approvazione.

Riportiamo ancora una volta quali – a nostro avviso – debbano essere i cardini di un provvedimento affinché sia idoneo a salvaguardare il movimento dei veicoli storici:

-    definizione diretta di veicolo storico, adottando quella usata a livello mondiale dalla federazione internazionale FIVA

-     libera circolazione nelle Zone a Traffico Limitato senza per questo intaccare l’autonomia dei Sindaci

-     rilascio del Certificato di Storicità inteso come servizio contro rimborso spese di Segreteria e a prescindere da qualsivoglia obbligo associativo

-    identificazione con criteri oggettivi dei veicoli di età inferiore a 30 anni di cui incentivare la conservazione sia attraverso il ritiro temporaneo dalla circolazione (non la radiazione !) sia attraverso la trasformazione della tassa di possesso in tassa di circolazione in modo da fornire la possibilità al possessore di adempiere al tributo solo nei periodi di effettivo uso del veicolo.

E proprio questi sono i punti qualificanti del DdL S 946 presentato dal senatore Giulio Camber, che invitiamo tutti gli appassionati a studiare attentamente, in quanto riteniamo rappresenti il miglior risultato obiettivamente raggiungibile.

Nel suo intervento tenuto presso la stand dell’ACI durante la Mostra Auto e Moto d’Epoca alla Fiera di Padova, il senatore Berselli ha ribadito ancora una volta la sua convinzione che nessuna Legge dello Stato può interferire sull’autonomia dei Sindaci nello stabilire delle limitazioni alla circolazione.

Noi, per parte nostra, riteniamo che nella Repubblica Federale di Germania l’applicazione del federalismo, e quindi delle autonomie decisionali, sia ad un livello certamente più avanzato che in Italia.

A.A.V.S., che è presente nella Commissione Legislazione della FIVA, è in possesso del Documento 819/07 con il quale il Bundesrat (Parlamento federale), a firma del Cancelliere Angela Merkel, del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Trasporti in data 14 novembre 2007 esenta i veicoli storici dalle restrizioni previste in tutte le Zone a Traffico Limitato della Repubblica.

Questo è un provvedimento – richiamato nel DdL S 946, Camber - di cui è difficile attribuirsi la paternità ma che sarebbe opportuno fare proprio e additare come esempio da seguire ai senatori della Commissione VIII del Senato che stanno esaminando i DdL sul motorismo storico.

E questo è il nostro suggerimento alla rivista Ruoteclassiche,  che per l’editoriale di novembre intitolato “Caro Berselli, così non va” si è ampiamente rifatta ai contenuti (utilizzando perfino alcune frasi) del pezzo intitolato “Perché si cambia opinione” che abbiamo inviato loro in data 20 agosto con preghiera di pubblicazione. E’ possibile verificarlo, oltre che su questo stesso sito, anche su EpocAuto n. 16 del 10 settembre – pag. 34

Divulgare questa informazione sarebbe  veramente un valido contributo alla causa, a prescindere dalla paternità.

 

    

Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 dicembre 2008 )
 
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