RITORNO ALLE ORIGINI
Scritto da A.A.V.S.   
giovedý 16 settembre 2010

UN   AUSPICABILE  RITORNO ALLE  ORIGINI

La FIVA, Fédération Internationale des Véhicules Anciens è stata fondata a Parigi nel 1966 su iniziativa di alcuni club o federazioni di club di tutto il mondo. Attualmente conta 85 membri di 62 Paesi e rappresenta più di 1.500.000 appassionati.

Al momento della fondazione, la Commissione Tecnica FIVA stabilì che tutti i veicoli con più di 20 anni di età dovevano essere considerati di interesse storico. In quel momento tale decisione fu senza dubbio una saggia decisione perché poneva i presupposti per la conservazione dei veicoli anteguerra che – grazie anche alla vigorosa ripresa economica – sarebbero altrimenti stati destinati a scomparire in tempi brevissimi.

Prima però di proseguire nel nostro ragionamento è opportuno mettere un punto fermo e riportare la definizione di veicolo storico che oggi – dopo approfondite discussioni prolungatesi per qualche anno – dà la FIVA: Veicolo Storico è un veicolo stradale a propulsione meccanica che abbia almeno 30 anni; che sia conservato e mantenuto in condizioni storicamente corrette; che non sia utilizzato come mezzo di trasporto quotidiano e che – di conseguenza – sia parte del nostro patrimonio tecnico e culturale.

Per circa un ventennio tutto sembrò funzionare alla perfezione finché nel 1983 – in Italia – una apposita legge ha trasformato la tassa di circolazione in tassa “di possesso”. Questa innovazione ha scatenato un vivo allarme tra i collezionisti, in particolar modo tra quelli che possedevano parecchi veicoli, che si sono trovati di punto in bianco a dover sborsare cifre anche cospicue e non preventivate, per veicoli non circolanti da anni.

Di fronte a questa tegola caduta improvvisamente sulla testa degli appassionati, l’ASI – nella persona dell’allora presidente conte Rossi di Montelera – è corsa immediatamente ai ripari, propiziando l’approvazione di un provvedimento (Legge n. 53 del 28/2/1983) che tutelasse il collezionismo motoristico, prevedendo l’ esenzione dall’obbligo di pagamento della tassa di possesso per i veicoli iscritti ai Registri.

Questa che fu senz’altro una grande vittoria del movimento collezionistico, con il passare del tempo si è trasformata in un vero e proprio boomerang per non aver saputo adeguare la vetustà (rimasta ferma a 20 anni) al mutare della situazione. Infatti, i criteri che erano più che validi negli anni ’60 non si dimostrarono altrettanto rispondenti due decenni dopo.

Nel 2000 la Legge 53/1983 è stata sostituita dalla Legge 342 che, in luogo delle esenzioni, prevede il pagamento in misura ridotta delle tasse automobilistiche per tutti i veicoli ultra trentennali e per quelli tra i 20 e i 30 considerati (in base ai criteri indicati dall’Art. 63 della Legge) “di particolare interesse storico” ed identificati da ASI e FMI

E il non aver volutamente adeguato da parte dell’ASI il proprio Regolamento Tecnico, come più volte sollecitato dal Ministero delle Finanze (che richiedeva un elenco per marca e modello dei veicoli di particolare interesse storico) ha dato luogo a non poche perplessità da parte dei parlamentari successivamente coinvolti nella discussione dei vari provvedimenti a tutela del motorismo storico presentati per l’approvazione.

Tant’è che alcuni componenti della Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato – considerata la tipologia di alcuni dei veicoli che possono  fregiarsi della qualifica di “particolare interesse storico” - si sono chiesti se si stesse discutendo della tutela del patrimonio motoristico oppure, più semplicemente, di agevolazioni da concedere ad appartenenti ad enti che, con il passare del tempo, si erano trasformati in club di proprietari di veicoli “usati”.

Riteniamo che l’aver concesso la qualifica di veicolo di particolare interesse storico in pratica a qualsiasi veicolo ultra ventennale per permettere al proprietario di godere di benefici fiscali ed assicurativi sia una delle principali, se non l’unica causa della mancata approvazione di quella legge che, a partire dal 2001, A.A.V.S. sta presentando ad ogni cambio di legislatura.

In seguito alla incertezza provocata dalla mancata pubblicazione del previsto elenco per marca e modello dei veicoli di particolare interesse storico alcune Regioni, che sono destinatarie dei proventi delle tasse automobilistiche, ancorché non sia di loro competenza, hanno legiferato in materia, aggiungendo disparità a confusione.

Come se tutto ciò non bastasse, ultimamente si è presentato un ulteriore problema, certamente non secondario, e anche questo causato dall’aver mantenuto il limite di 20 anni.

Ci riferiamo alle convenzioni assicurative. Alcune compagnie, dopo aver concesso il premio ridotto a tutti i veicoli con più di venti anni, si sono rese conto che la stragrande maggioranza di tali veicoli vengono usati quotidianamente e non, come prevedono le convenzioni, per uso amatoriale, aumentando in misura considerevole il rischio di essere coinvolti in sinistri.

E’ opportuno ricordare che la prima convenzione per veicoli storici stipulata in Italia, nel lontano 1981, tra la SASA Assicurazioni ed il Club dei Venti all’Ora di Trieste prevedeva esplicitamente l’uso amatoriale e che questa clausola è stata successivamente adottata dalle altre compagnie che hanno emesso polizze “Veicoli Storici”.

La presa di coscienza da parte delle compagnie del rischio “uso quotidiano” sta portando ad una revisione – in senso restrittivo – delle clausole delle convenzioni che si possono così riassumere: esclusione dei veicoli ventennali, assicurando soltanto gli ultra trentennali; esclusione di alcune Regioni (quelle a sinistrosità più alta); aumento generalizzato dei premi; premi più bassi per i veicoli più datati (40 anni o più).

A questo punto è evidente che le associazioni a cui sta veramente a cuore la conservazione del patrimonio motoristico storico dovranno aggiornare i loro Regolamenti Tecnici, adeguandoli a quello FIVA.

A.A.V.S., che ha sempre adottato le norme FIVA, ha deciso di escludere tutti quei veicoli tra 20 e 30 anni dei quali – per la loro tipologia – si può ipotizzare un uso quotidiano e sta predisponendo un elenco dei veicoli per i quali prevede un “futuro interesse storico”, come previsto dal DdL 946 (Camber) e dalla Commissione Tecnica FIVA.  Detto elenco verrà pubblicato su questo sito e sulla stampa specializzata non appena definito.

E’ nostra convinzione che per dare maggiore credibilità a tutto il movimento si debba ritornare allo spirito originario, quello che spinse un gruppo di veri appassionati di veicoli d’epoca ad associarsi con l’unico scopo di raccogliere, conservare e restaurare testimonianze dell’ingegno umano applicato all’automobile. Risparmiare su tasse automobilistiche ed assicurazioni non rappresentava certamente il loro unico obiettivo!

Ultimo aggiornamento ( martedý 05 ottobre 2010 )