Convegno A.A.V.S. alla Mostra di Padova
Scritto da A.A.V.S.   
mercoledì 31 ottobre 2007

Il Convegno

Per approfondire il tema proposto, A.A.V.S. ha organizzato nel pomeriggio di sabato 27 ottobre, con il contributo di alcuni qualificati studiosi e appassionati, un Convegno cui hanno dato la loro adesione l’ing. Lorenzo Boscarelli, presidente dell’A.I.S.A. Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile, il prof. Andrea Curami del Politecnico di Milano, commissario tecnico internazionale FIA e autore di alcuni volumi sulle vetture sportive, il dott. Francesco Guasti, past president FIVA Fédération Internationale Véhicules Anciens e il dott. Giorgio Marzolla, noto collezionista ed autore di monografie.

L’ing. Boscarelli, dopo aver fatto una precisazione relativa al fatto che il legislatore richiede una definizione di veicolo storico essenzialmente per motivi pratici (l’aspetto fiscale e quello ambientale), motivi che poco hanno a che fare con l’effettivo valore storico del veicolo, ed una successiva disamina sull’evoluzione del concetto di veicolo storico dagli anni ’50 ad oggi, ha proposto di porre il limite ad una data fissa (che potrebbe essere la fine anni ’60) coincidente con il momento in cui la fabbricazione dei veicoli ha cessato di essere opera dell’uomo per diventare essenzialmente compito dei robot ed in cui tecnologia e, successivamente, elettronica hanno preso il sopravvento. Di questo limite non si dovrebbe però tenere conto per alcuni veicoli, anche recentissimi, ma innovativi per stile o per altre peculiarità.

Il dott. Guasti ha integrato il concetto esposto dall’ing. Boscarelli esaminando l’aspetto legislativo del problema. Premessa la difficoltà di proporre una definizione “universale” valida per tutte le esigenze (culturali, ambientali, fiscali), ha analizzato brevemente i contenuti dei quattro DdL attualmente all’esame del Parlamento ed ha sottolineato come la FIVA è passata da una fase iniziale, in cui ha evitato di fornire una definizione, nell’intento di equiparare i veicoli storici a quelli in uso quotidiano, alla situazione attuale in cui, per permettere ai veicoli storici di circolare, si è vista costretta a fornire una definizione confezionata su misura per le esigenze dei legislatori europei.

In attuazione del principio di proporzionalità tra esigenze ambientali e limitazioni alla circolazione, il messaggio che perviene da Bruxelles è quello di limitare al massimo l’incremento del numero dei veicoli di interesse storico.

In sintesi il dott. Guasti ritiene che sarebbero utili definizioni diverse adattate alle diverse esigenze, con un occhio di riguardo per incoraggiare la conservazione dei veicoli più recenti ma particolarmente interessanti.

Il prof. Curami ha limitato il suo intervento alle vettura da corsa a ruote coperte, delle categorie Turismo e GT ed ha illustrato come questi veicoli, muniti di particolari modifiche volte ad aumentarne la sicurezza in corsa, dopo un periodo di 7 anni oltre la cessata produzione, in cui vige la specifica omologazione, diventano in pratica inutilizzabili perché – seppur molto più sicuri per le dotazioni di sicurezza installate – non rispettano più l’omologazione originale del modello stradale e quindi ne viene impedita la circolazione. Quindi vetture che hanno corso per 12-15  anni, diventano inutilizzabili finchè non raggiungono l’età di 26 anni, dopo la quale sono autorizzate a correre tra le autostoriche. Anche il prof. Curami ha auspicato quindi dei criteri differenziali per vetture con passato sportivo documentato.

L’ultimo intervento, a suo modo controcorrente, è stato quello del dott. Marzolla che ha enfatizzato quello che è lo scopo statutario di tutte le associazioni che si occupano della storia dell’automobile e cioè la conservazione. Quindi tutti gli sforzi vanno rivolti a questo fine; se poi si riesce anche a fare circolare i veicoli conservati, tanto meglio  

Trattandosi di beni di valore storico e culturale, il dott. Marzolla ha – invero ottimisticamente – auspicato che lo Stato, oltre a rinunciare a qualsiasi forma di tassazione, contribuisca, come fa per altri beni culturali (vedi le Ville Venete), anche materialmente a incentivarne la conservazione.

Naturalmente i veicoli beneficiari di tale trattamento dovrebbero essere in numero estremamente limitato e scelti in maniera oculata tra quelli che hanno avuto una parte nella storia (taxi della Marna, assassinio Aldo Moro) o quelli che hanno segnato la storia dell’automobile (Renault R 4, Espace, Mercedes 540 K, 300 SL ).

 

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 01 novembre 2011 )